Caterina Gatta: La collezione ispirata alla Delfina di Francia

Spring-Summer-2015-Caterina-Gatta-TCS (8)Author: Giusy Ragni

Caterina Gatta ha presentato la sua prima collezione prêt-à-porter a Milano, ispirata a Marie Antoinette, la Delfina di Francia.

Da subito gli abiti presentati dalla giovane stilista hanno mostrato un taglio sofisticato ma frizzante, una modernità sfarzosa e portabile, d’impatto ma duttile.

La stilista romana debuttò nel 2008, con le prime creazioni presentate ad AltaRoma AltaModa; nel 2009 era già volata alla Soho House di New York; e subito dopo di nuovo in Italia ma a Milano a Palazzo Morando, per il Vogue Talents Corner.
La creatività di questa designer è basata sui tessuti vintage di stilisti famosi che Caterina Gatta riutilizza; tra le sue scelte vi sono : Fausto Sarli, Lancetti, Ginvenchy, Ungaro, Yves Saint Laurent, Valentino, Gianni Versace, Pierre Cardin; La stilista recupera e crea abiti retrò, originali, dalle linee ispirate al passato ma al tempo stesso nuovissime.

L’ultimo progetto nasce dalla visita a un archivio privato costituito da disegni del Settecento ritrovati e rispolverati da Caterina. Nella sua curiosa ricerca la talentuosa stilista è rimasta folgorata dalla misteriosa bellezza di un campione di organza risalente al lontanissimo 1770; il campione portava impresso un giglio color ocra, quel tessuto francese era dello stesso anno in cui Marie Antoinette sposò l’erede al trono di Francia.

Ecco cosa ha dichiarato la stilista in merito. “Ho pensato fosse un segno che dovevo seguire, ho iniziato a leggere e a documentarmi. Gran parte dei tessuti mi riportavano alla memoria i tempi dell’ancien régime, quel gusto delicato dei disegni e dei colori, unito a forme imponenti per abiti vibranti e preziosi. Lei, Marie Antoinette, doveva essere per forza la musa della mia prima collezione ready to wear”.

Una passione fortissima rafforzata dal fascino di quelle antiche reminescenze hanno permesso a Caterina Gatta di realizzare una collezione moderna ma con la sensualità e l’opulenza settecentesca degli abiti portati alla Corte di Francia e con contrasti geniali creati dall’abbinamento di cappe imponenti a corti e moderni short

Una serie di abiti resi unici da frange e trasparenze, da piume, da effetti stravaganti, su stoofe come il moiré, il tutto incentrato sul colore preferito di Marie Antoinette, il grigio argentato, adagiato sotto le fantasie a fiori buddleja; affiancate dal giglio di Francia che campeggia, anzi aleggia su tutta la collezione.