Alta Moda allo specchio: Italia e Francia

haute couture françaiseMade in Italy e Maison haute Couture Française…

Author: Ambra
Photo: http://percymode .com

Il fascino del Made in Italy all’estero è innegabile: innumerevoli sono le star internazionali che esibiscono sul red carpet marchi italianissimi come Armani, Valentino, Prada, Fendi.

Ovviamente, anche in altri paesi esistono marchi prestigiosi che pensano, disegnano e producono alta moda: tralasciando per il momento i marchi haute couture americani e inglesi, è impossibile non pensare alla Francia che vanta maison simbolo del settore fashion, vere e proprie icone di stile internazionali: Dior, Chanel, YSL sono sicuramente le più note, ma si pensi anche a Givenchy, Cèline, Chloé e molti altri.

Non è mia intenzione soffermarmi sulle differenze di stile tra le case made in Italy e le maison di Parigi in quanto ritengo che la moda 2.0 abbia ormai come propria base un linguaggio a grandi linee universale.

Non ritengo che sia la nazionalità a fare lo stile di un designer o un creativo, ma che siano invece gli spunti che uno stilista può sicuramente attingere dagli stimoli che possono arrivargli sì dalla propria terra (Dolce&Gabbana, ad esempio, hanno spesso dedicato collezioni alla bellezza del nostro paese), ma anche dal confronto con le sfilate internazionali.

La differenza però che salta subito all’occhio in questo confronto moda italiana vs. couture francese è senz’altro che la stragrande maggioranza delle case di alta moda italiane hanno alla direzione artistica stilisti italiani: la grande eccezione è sicuramente Karl Lagerfeld che ha fatto la storia di Fendi.

Il Made in Italy, insomma, si crea e si disegna in patria. Invece molti sono stati gli stilisti italiani a portare contributi di alto livello alle maison francesi, più “internazionali”, per così dire, da questo punto di vista.

Lo stilista sardo Antonio Marras è stato direttore artistico di Kenzo fino all’estate 2011 quando ha lasciato il posto in favore degli stilisti statunitensi Humberto Leon e Carol Lim: ancora una volta, nessun parigino DOC.

Stefano Pilati ha collaborato con la maison Yves Saint Laurent creando collezioni di pregio.