Fashion Revolution Week: i consigli di Marina Spadafora per diventare una fashion rivoluzionaria

Marina Spadafora: come  bella la moda sostenibileAuthor: Emanuela Longo
Photo: lamiacameraconvista.com

La Fashion Revolution Week approdata a Milano – così come in altri 90 Paesi nel mondo – dal 24 al 30 aprile scorso, ha radunato in un unico grande evento tutti coloro che intendono creare un futuro etico e sostenibile anche nel settore della moda. Ciò sarà possibile chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta l’intera filiera, fino al consumatore.

In Italia, coordinatrice della Fashion Revolution Week è la stilista Marina Spadafora, la quale ha spiegato quali sono le dritte per diventare una fashion rivoluzionaria. A sua detta, il primo consiglio utile è quello di comprare meno ma puntare su capi di qualità. E’ risaputo infatti che basso prezzo spesso fa rima con scarsa qualità. La qualità, di crontro, spesso significa ricerca ma anche maggiore soddisfazione finale.

Preferire il local al global rappresenta il secondo utile consiglio: questo riserva una serie di interessanti vantaggi, primo fra tutti l’unicità. Spesso, infatti, i piccoli negozi di quartiere possono riservare piacevoli sorprese. Molti artigiani e designer realizzeranno capi unici quindi originali, ma anche i mercatini che ospitano l’artigianato locale possono portare ad un maggiore sostegno ad una moda sostenibile.

Al fine di valorizzare vecchi abiti ed allo stesso tempo ciò che si indossa, si potrebbe fare riferimento alle botteghe delle sarte. Anche in questo caso il risultato finale sarà un capo unico a sostegno di minuscole realtà. La personalizzazione potrà essere compiuta anche da noi stessi: ecco allora che Marina Spadafora ribadisce la possibilità di riscoprire o realizzare da zero capi vintage unici riportandoli a nuova vita.

La maggiore consapevolezza di ciò che si indossa, anche grazie alla costante sete di conoscenza che passa anche dalle ricerche su internet, rappresenta tuttavia il principale passaggio consigliato dalla stilista di Fashion Revolution Week nella versione italiana. Questo, seppur faticoso, rappresenta il vero fattore di cambiamento per il sistema. Come agire in questo caso? Si possono ad esempio seguire i progetti specifici come Project Just per la condivisione di informazioni sui brand, oppure conoscere l’impatto ambientale o il tasso di tossicità di alcuni tessuti tramite programmi come Detox di Greenpeace. A dimostrazione di come, anche nel settore della moda, “la consapevolezza fornire potere”.