Author: Emanuela Longo
Photo: Quotidiano.net

Undercover e The Soloist: dal Giappone a Firenze per il Pitti Uomo 2018. La loro presenza ha rappresentato un momento molto importante durante l’edizione numero 93 della manifestazione di moda che ha preso le sembianze di un vero e proprio festival del cinema. I due designer hanno portato al Pitti Uomo una moda avveniristica in stile guerra postatomica, sfilando sulla lunga passerella dell’ex stazione Leopolda. A fare da sfondo un monolite enorme, chiaro omaggio al film di Kubrick, 2001 Odissea nello spazio, riferimento centrale all’intera collezione.

Undercover ha fatto sfilare 50 outfit in stile samurai giapponese, con gonna lunga, felpe con scritte emblematiche (tra cui “Human error”), mentre sono stati 40 i look scelti da The Soloist che ha puntato su giacconi-armatura protettivi che coprono il volto dalle pseudo radiazioni spaziali. Le due collezioni hanno impiegato tessuti in fibre artificiali e tecnologicamente performanti per ottenere risultati davvero futuristici.

Jun Takahashi, direttore creativo di Undercover e Takahiro Mthashita, The Soloist collaborano insieme da anni e proprio la loro forte amicizia ha dato vita ad uno stile street punk made in Tokyo caratterizzato da musica, cinema e cultura pop. I due stilisti sono dotati di personalità in entrambi i casi molto forti che bene si riflettono nelle loro collezioni. Non è un caso se il tema centrale è spesso il surviving, la coscienza dell’estremo.

A The Soloist piace giocare molto sull’interno dei capi come se fosse alla continua ricerca di protezione, costruendo armature leggere ma caratterizzate da molti dettagli (corsetti, cinghie, zip, specie di sciarpe sfrangiate sulla schiena, doppi volumi). All’esterno lascia però vedere tessuti solo all’apparenza classici come pied de poule, tweed e spine di pesce. In realtà si tratta sempre di fibre artificiali.

Anche in Undercover tutto sembra ruotare attorno al workwear ma con uno stile più pop, a tratti romantico e nostalgico ma sempre riferito al tema di Odissea nello spazio, con stampe, codici e frasi ad hoc. Ci sono poi degli outfit del tutto originali come la giacca a vento su gonna plissettata realizzata in lana morbida che lasciano chiaramente il segno.

La loro sfilata si è andata ad inserire in un contesto molto ampio e ricco di appuntamenti che hanno animato il Pitti Uomo 93 sia dentro che fuori le mura della Fortezza. Basti pensare all’inaugurazione del Gucci Garden in Piazza della Signoria o alla sfilata del marchio americano Brooks Brothers a Palazzo Vecchio in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni del brand.