Author: Emanuela Longo
Photo: LaStampa.it

Dolce & Gabbana è tornata protagonista alla Milano Fashion Week, con una sfilata che ha sorpreso ancor prima del suo esordio, quando è stato chiesto a tutti i presenti di disattivare il wifi. A fare da sfondo alla passerella è stato il cancello di una chiesa. Una scelta non casuale se si pensa che la stessa collezione era dedicata alla moda come esperienza religiosa. Una moda vista come devozione, tanto da accompagnare i due creativi in ogni momento della giornata.

Quando il cancello si apre, non sono le modelle a fare il loro ingresso, bensì dei droni, impiegati per presentare le nuove borse firmate Dolce & Gabbana, protagoniste della collezione che prende il nome di Devotion. L’immancabile accessorio femminile, ha così esordito sulla scena appeso ai droni, nelle sue differenti varianti di colori, dando vita ad una apertura spettacolare di sfilata.

La collezione del celebre marchio per la stagione autunno inverno 2018-2019, presentata nella penultima giornata dedicata alla Settimana della moda milanese, al Metropol di Milano, è stata una delle più attese.

Tutto ruota attorno al tema religioso, a partire dalla scritta “Fashion Devotion” che campeggiava sul grande portone rosso. Scritte del medesimo tenore caratterizzano i capi della nuova confessione Dolce & Gabbana come Fashion Sinner, Fashion Eden, Fashion is Beauty e Santa Moda. Per i critici questi rappresenteranno i capi must have della prossima stagione.

Dopo la nuova borsa Devotion, in passerella hanno sfilato gli abiti guepière e bustier al centro di un gioco malizioso ed intrigante in cui non sono mancate le trasparenze. A questi capi sexy, si sono andate ad aggiungere le tendenze più moderne e tipiche dello street style come tute hip hop, sneakers multicolor, bomber ricamati e maxi pellicce intarsiate. Non mancano, dunque, le proposte che mescolano alla perfezione il sacro e il profano ma anche i completi damascati, i cappotti ricchi di ricami, le tute luccicanti e infine gli abiti in stile “ballo delle debuttanti”.