Author: Emanuela Longo
Photo: Video.D.Repubblica.it

Nel corso della Settimana della moda di Milano, andata in scena dal 20 al 26 febbraio scorso, si è distinta la sfilata di Prada, dalla quale è emerso il consueto messaggio femminista, affiancato all’utilizzo di materiali tecnologici. L’evento che ha caratterizzato la prima giornata, ha avuto luogo al quinto piano della nuova Torre della Fondazione Prada ed in tanti critici l’hanno definita la sfilata più intellettuale, rivoluzionaria e politica dell’intera Fashion Week milanese.

La nuova collezione per la prossima stagione autunno inverno 2018-2019 è stata presentata dalle modelle che hanno sfilato davanti ad un pubblico ristretto di ospiti, tra compratori, celebrità e giornalisti, in una stanza poco illuminata e caratterizzata da vetrate affacciate sulla notte milanese. L’immagine che Miuccia Prada ha voluto portare in scena è quella di una donna sola, a piedi nella notte. “Penso che da parte delle donne, affrontare la notte, sia un atto politico. Deve esserci la libertà”, ha spiegato la direttrice creativa del celebre brand.

A caratterizzare la sfilata Prada sono stati i materiali tecnici come il nylon e il neoprene su colori fluorescenti (il verde, il fucsia, il giallo), simbolo di libertà, in particolare la libertà di potersi vestire in modo sexy senza paura della notte. Non sono mancati gli accostamenti bizzarri, dalle tinte ai materiali come impermeabili e tulle messi insieme. A farla da padrona anche le forme over per i capispalla. Immancabili ovviamente i codici della femminilità quali i tacchi, gli spacchi, le scollature e le sottovesti.

Altra novità è stata rappresentata dalla modella che ha aperto la sfilata, la sudanese Anok Yai, poiché è la prima volta, dal 1997, che una modella nera inaugura la passerella Prada, dopo Naomi Campbell.